Installazione e Configurazione di Komodo su Ubuntu Server 26.04

da | Giu 11, 2026 | 0 commenti

 

Gestire più server, tenere sotto controllo i container Docker, automatizzare i deployment e monitorare le risorse di sistema da un’unica interfaccia: è esattamente quello che promette Komodo, un progetto open-source che negli ultimi mesi sta guadagnando sempre più attenzione nella community homelab e non solo.

Se hai già utilizzato Portainer, l’idea di base ti sarà familiare ma Komodo spinge il concetto un passo più avanti.

Oltre alla gestione dei container, integra un sistema di build, procedure automatizzate, alerting e un agente leggero chiamato Periphery che permette di collegare e supervisionare server remoti senza la complessità di soluzioni enterprise.

Il tutto completamente gratuito e con il codice sorgente disponibile su GitHub.

In questa guida vedremo come installare e configurare Komodo su Ubuntu Server 26.04, utilizzando Docker Compose e MongoDB come backend.

Seguiremo ogni passaggio dalla preparazione dell’ambiente fino al primo accesso all’interfaccia web, con qualche consiglio utile per adattare la configurazione al proprio setup.

Che tu stia cercando un pannello di controllo per il tuo homelab o uno strumento più strutturato per gestire ambienti multi-server, Komodo potrebbe essere esattamente quello che fa per te.

 

PREREQUISITI

  • Ubuntu Server 26.04 aggiornato
  • Accesso root o utente con sudo
  • Docker Engine installato (vedi sotto)
  • Porte 9120 disponibile nel firewall

 

INSTALLAZIONE DI DOCKER ENGINE

Aggiornare i pacchetti con il comando:

Installare le dipendenze con il comando:

Aggiungere la chiave GPG ufficiale di Docker con il comando:

Aggiungere il repository Docker con il comando:

Installare Docker con il comando:

Verificare che Docker funzioni con il comando:

Se è tutto ok dovremmo visualizzare il seguente output:

Aggiungere il proprio utente al gruppo docker per evitare di usare sudo ogni volta con il comando:

 

CREAZIONE DELLA STRUTTURA DI CARTELLE

 

DOWNLOAD DEL FILE DI CONFIGURAZIONE

Komodo fornisce un file compose.yaml e un file di variabili d’ambiente pronti all’uso. Scaricarli nella cartella appena creata:

File Docker Compose (con MongoDB — opzione consigliata):

File delle variabili d’ambiente:

 

⚠️ ATTENZIONE: Se il tuo server ha hardware datato o un kernel vecchio che non supporta MongoDB recente, usa invece ferretdb.compose.yaml:

 

CONFIGURAZIONE DELLE VARIABILI DI AMBIENTE

Aprire compose.env con un editor:

Le variabili essenziali da modificare sono:

Tag versione immagine (2 = ultima major release)

Percorso backup del database

Credenziali MongoDB — Modificarle!!!

Fuso orario

URL pubblico di Komodo (usare IP o dominio reale)

Titolo visualizzato nel browser

Credenziali admin iniziale — Modificarle!!!

Segreti JWT e webhook — Modificarli con stringhe casuali!!!

Nome del primo server (di solito l’hostname va bene)

Salvare e chiudere il file di configurazione

 

CREAZIONE DELLA CARTELLA DI BACKUP

Creare la cartella con il comando:

 

AVVIO DI KOMODO CON DOCKER COMPOSE

Verificare che tutti e tre i container siano in esecuzione:

L’output atteso mostra mongo, core e periphery tutti in stato running come mostrato sotto:

 

APERTURE FIREWALL

Di seguito i comandi:

 

PRIMO ACCESSO DALL’INTERFACCIA WEB

Aprire il browser e navigare su:

http://<IP-del-server>:9120

⚠️ IMPORTANTE: al primo avvio fare clic su Sign Up, non su Log In.
Inserire le credenziali impostate in compose.env (KOMODO_INIT_ADMIN_USERNAME / KOMODO_INIT_ADMIN_PASSWORD). Questo crea l’account amministratore iniziale.

Se è andato tutto a buon fine dovremmo accedere alla Dashboard di Komodo

 

VERIFICA DEL SERVER LOCALE

Dopo il login andare su Servers nel menu di sinistra. Il server locale (chiamato come impostato in KOMODO_FIRST_SERVER_NAME) dovrebbe già risultare connesso tramite il container Periphery avviato in automatico.

 

COMANDI UTILI

Vedere i log in tempo reale con il comando:

Fermare Komodo con il comando:

Aggiornare Komodo all’ultima versione con i seguenti comandi:

Per gestire server aggiuntivi con Komodo, bisogna installare il Periphery agent su ciascuno di essi. La guida ufficiale è disponibile su Connect More Servers | Komodo

 

PRO E CONTRO

PRO

Open source e gratuito: nessun piano a pagamento per le funzionalità core, a differenza di Portainer che nasconde molte feature dietro licenza Business.

Multi-server nativo: l’agente Periphery permette di collegare e monitorare server remoti in modo semplice, senza configurazioni complesse.

Tutto in uno: gestione container, build di immagini, deployment automatizzati, procedure schedulate e alerting sono integrati nella stessa piattaforma.

Interfaccia moderna e reattiva: la UI è pulita, veloce e decisamente più curata rispetto ad alcune alternative.

Integrazione Git: supporto nativo per repository Git, utile per workflow GitOps e sincronizzazione di stack Docker Compose.

Webhook e automazione: supporta trigger via webhook per pipeline CI/CD leggere senza dipendere da strumenti esterni.

Comunità attiva: sviluppo frequente, issue tracker reattivo e buona documentazione ufficiale.

 

CONTRO

Nessun supporto Kubernetes: è pensato esclusivamente per ambienti Docker; chi gestisce cluster K8s deve guardare altrove (Rancher, ArgoCD, ecc.).

Richiede MongoDB o FerretDB: aggiunge un componente in più da mantenere rispetto a soluzioni che usano SQLite o un semplice file.

Curva di apprendimento iniziale: il modello Core + Periphery può disorientare chi si aspetta uno strumento plug-and-play come Portainer.

Ecosistema ancora giovane: rispetto a soluzioni più mature mancano alcune integrazioni e plugin di terze parti.

Nessuna gestione IAM avanzata: il controllo degli accessi è presente ma basilare; non è adatto ad ambienti enterprise con esigenze complesse di ruoli e permessi.

Terminali remoti dipendenti dalla rete: la funzionalità di shell remota via browser può essere instabile su connessioni lente o con latenza elevata.

In sintesi Komodo è una scelta eccellente per homelab e piccoli ambienti multi-server basati su Docker, ma non è ancora pronto per sostituire strumenti enterprise o per chi lavora con Kubernetes

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Sono Raffaele Chiatto, un appassionato di informatica a 360 gradi. Tutto è iniziato nel 1996, quando ho scoperto il mondo dell'informatica grazie a Windows 95, e da quel momento non ho più smesso di esplorare e imparare. Ogni giorno mi dedico con curiosità e passione a scoprire le nuove frontiere di questo settore in continua evoluzione.
Categorie: Komodo | Ubuntu

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