Installazione e Configurazione Base di Heimdall su Ubuntu Server 26.04

da | Lug 13, 2026 | 0 commenti

 

Quando si gestiscono diversi servizi self-hosted, dalla NAS al gestionale, dai container Docker agli strumenti di monitoraggio, ci si ritrova presto con una collezione disordinata di indirizzi IP, porte e bookmark sparsi tra browser e appunti.

Tenere tutto sotto controllo diventa rapidamente scomodo, soprattutto quando il numero di applicazioni cresce.

Heimdall nasce proprio per risolvere questo problema: è una dashboard leggera e open source che funge da punto d’accesso unico a tutte le applicazioni e i servizi del nostro homelab o della nostra infrastruttura.

Con un’interfaccia pulita e personalizzabile, permette di organizzare i collegamenti in un’unica pagina, aggiungere icone, e per molti servizi supportati mostra anche informazioni in tempo reale tramite appositi “enhanced links” (ad esempio lo stato di un container, lo spazio su disco di una NAS o le statistiche di un servizio).

In questa guida vedremo come installare e configurare Heimdall su Ubuntu Server 26.04, partendo dai prerequisiti fino alla prima messa in funzione della dashboard.

Affronteremo l’installazione tramite Docker, l’approccio più pulito e replicabile, e vedremo le configurazioni di base per iniziare subito a organizzare i nostri servizi in modo ordinato ed elegante.

 

PREREQUISITI

Server Ubuntu 26.02

Utente con diritti di sudo

METODO 1 – DOCKER (CONSIGLIATO)

Installare Docker se non presente

Rimuovere l’eventuale docker.io già installato e aggiungere il repo Docker:

Aggiungere il repository con il seguente comando:

Installare tutto il pacchetto completo (engine + CLI + compose plugin):

Creare la struttura e il file Compose con i seguenti comandi:

Verificare PUID/PGID con id e correggere se diversi da 1000. Avviare con il comando:

Se è tutto OK dovremmo visualizzare il seguente ouput:

Accedere via http://IP_SERVER:8080 (o https://IP_SERVER:8443).

Se è andato tutto a buon fine dovremmo visualizzare una schermata come quella sovrastante

Dopo aver caricato un po di applicazioni dovremmo visulizzare una schermata simile a quella sovrastante

 

METODO 2 – INSTALLAZIONE NATIVA CON LEMP

Heimdall è un’app Laravel/PHP. Servono PHP 8.x, un web server e SQLite.

Eseguire i seguenti comandi:

Scaricare l’ultima release da GitHub (controlla il tag aggiornato su github.com/linuxserver/Heimdall/releases):

Installare Composer e le dipendenze con i seguenti comandi:

Configurare l’ambiente con i comandi:

Creare il virtual host Nginx in /etc/nginx/sites-available/heimdall con il comando:

Quindi inccolare il seguente output:

Verificare il path esatto del socket PHP-FPM con ls /run/php/, poi attivare e riavviare con i comandi:

Accedere via http://IP_SERVER.

Se è andato tutto a buon fine dovremmo visualizzare una schermata come quella sovrastante

Dopo aver caricato un po di applicazioni dovremmo visulizzare una schermata simile a quella sovrastante

 

PRO E CONTRO

Pro

Semplicità d’uso — Interfaccia molto intuitiva, aggiungere applicazioni richiede pochi clic. Adatto anche a chi è alle prime armi con il self-hosting.

Leggero — Consuma poche risorse, gira senza problemi anche su hardware modesto come un Raspberry Pi o una piccola VM.

Enhanced links — Per diversi servizi popolari (Pi-hole, Portainer, Nextcloud, Sonarr/Radarr, ecc.) mostra statistiche in tempo reale direttamente sulla tile, non solo un semplice collegamento.

Estetica curata — Sfondi personalizzabili, tile con icone, layout pulito. Visivamente è una delle dashboard più gradevoli.

Setup rapido — Con Docker è operativo in pochi minuti, configurazione persistente in un singolo volume.

Open source e gratuito — Mantenuto attivamente, immagine ufficiale curata da LinuxServer.io.

Contro

Solo bookmark e widget base — Non è un dashboard “data-driven” avanzato. Se cerchi grafici complessi, aggregazione di metriche o widget altamente configurabili, resta limitato.

Catalogo enhanced links limitato — Il numero di integrazioni native è relativamente ristretto e cresce lentamente rispetto ad alternative.

Nessun auto-discovery — Ogni applicazione va aggiunta manualmente. Non rileva automaticamente i container Docker in esecuzione (a differenza di alternative come Homepage o Dashy).

Configurazione non dichiarativa — Tutto si gestisce dalla GUI; non esiste un file di configurazione YAML versionabile. Poco comodo se vuoi un approccio “as code” o replicare il setup tra più ambienti.

Sviluppo lento — Il progetto è stabile ma il ritmo di rilascio di nuove funzionalità è piuttosto contenuto.

Multi-utente assente — Nessuna gestione di utenti o permessi: è pensato per uso personale/singolo, non per team con viste differenziate.

IN SINTESI

Heimdall è una scelta eccellente se vuoi una dashboard bella, semplice e leggera per organizzare i tuoi servizi senza complicazioni. Se invece cerchi configurazione dichiarativa, auto-discovery dei container o widget di monitoraggio ricchi, vale la pena valutare alternative come Homepage, Dashy o Homarr.

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Sono Raffaele Chiatto, un appassionato di informatica a 360 gradi. Tutto è iniziato nel 1996, quando ho scoperto il mondo dell'informatica grazie a Windows 95, e da quel momento non ho più smesso di esplorare e imparare. Ogni giorno mi dedico con curiosità e passione a scoprire le nuove frontiere di questo settore in continua evoluzione.
Categorie: Heimdall | Ubuntu

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