Installazione e Configurazione Base di EspoCRM su Ubuntu Server 26.04

di Raffaele Chiatto | Set 30, 2026 | 0 commenti

Installazione e Configurazione Base di EspoCRM su Ubuntu Server 26.04 - Raffaele Chiatto

 

EspoCRM è un software di Customer Relationship Management (CRM) open source, distribuito sotto licenza GNU Affero General Public License v3 (AGPLv3), pensato per la gestione delle relazioni con clienti, fornitori e partner all’interno di un’organizzazione.

A differenza delle soluzioni CRM proprietarie basate su abbonamento, EspoCRM viene installato ed eseguito interamente sui server dell’organizzazione che lo adotta: questo garantisce il pieno controllo sui dati, l’assenza di costi di licenza per utente e nessun vincolo verso un fornitore esterno (vendor lock-in), aspetti particolarmente rilevanti per realtà come le organizzazioni non profit, dove il controllo dei costi operativi e la sovranità sui propri dati sono priorità concrete.

Dal punto di vista funzionale, EspoCRM consente di gestire in un unico ambiente i contatti e le anagrafiche aziendali, le opportunità di vendita e la relativa pipeline commerciale, le richieste di assistenza e supporto ai clienti, le attività di marketing e la comunicazione, oltre a automatizzare flussi di lavoro ricorrenti tramite regole configurabili. Il sistema è altamente personalizzabile: è possibile creare entità, campi e relazioni su misura senza dover intervenire sul codice sorgente, adattando lo strumento ai processi specifici dell’organizzazione anziché il contrario. L’architettura applicativa si basa su un frontend single-page che dialoga con un backend tramite API REST aperta, il che rende EspoCRM facilmente integrabile con altri sistemi (siti web, strumenti di posta elettronica, applicazioni gestionali) e ne fa, più che un semplice CRM, una piattaforma su cui costruire applicazioni gestionali su misura.

Sul piano tecnico, EspoCRM è un’applicazione web scritta in PHP che richiede un server web (Apache o Nginx), un database relazionale (MySQL o MariaDB) e un insieme di estensioni PHP dedicate per funzionare correttamente.

Essendo self-hosted, l’intero ciclo di vita del software — installazione, configurazione, aggiornamenti, backup e messa in sicurezza — è responsabilità di chi lo gestisce.

Il presente documento descrive la procedura di installazione e configurazione di base di EspoCRM su un sistema Ubuntu Server 26.04, a partire dalla preparazione dell’ambiente (stack LAMP/LEMP e relative dipendenze) fino alla prima configurazione applicativa, con l’obiettivo di fornire un ambiente funzionante, sicuro e pronto per un utilizzo in produzione.

 

PREREQUISITI

  • Server con Ubuntu Server 26.04 LTS (“Resolute Raccoon”) appena installato, accesso sudo o root via SSH.
  • Risorse minime consigliate: 2 vCPU, 4 GB di RAM, 20 GB di spazio disco (EspoCRM funziona anche con 2 GB di RAM su installazioni piccole, ma 4 GB evitano rallentamenti).
  • Un nome di dominio che punti all’IP del server (facoltativo ma consigliato, necessario per il certificato HTTPS allo step 10).
  • Firewall con le porte 22 (SSH), 80 (HTTP) e 443 (HTTPS) raggiungibili.

 

AGGIORNAMENTO DEL SISTEMA

Si parte sempre allineando i pacchetti di sistema e installando gli strumenti di base che serviranno più avanti.

Se il server è nuovo, conviene attivare subito il firewall di base:

 

INSTALLAZIONE DI APACHE

EspoCRM supporta Apache, Nginx e IIS: questa guida usa Apache perché è la scelta più semplice da configurare per un’installazione base con .htaccess.

Installare Apache con i seguenti comandi:

Verificare che il servizio sia attivo puntando il browser all’indirizzo IP del server: deve comparire la pagina predefinita di Apache.

 

INSTALLAZIONE DI PHP 8.5 E DELLE ESTENSIONI

Ubuntu 26.04 include PHP 8.5 nei repository ufficiali, che rientra nell’intervallo richiesto da EspoCRM (PHP 8.3–8.5): non serve aggiungere repository di terze parti.

Eseguire i comandi:

Parametri consigliati. Aprire /etc/php/8.5/apache2/php.ini e impostare i valori consigliati da EspoCRM (aumentano i limiti di memoria, tempo di esecuzione e dimensione degli upload):

Riavviare Apache con il comando:

Di seguito i paramentri che dovremmo avere:

 

 

INSTALLAZIONE E CONFIGURAZIONE DI MARIADB

In Ubuntu 26.04 MariaDB 11.8 è disponibile direttamente nell’archivio principale (in precedenza era in “universe”), ben oltre la versione minima 10.3 richiesta da EspoCRM.

Durante mariadb-secure-installation rispondere Y a tutte le domande (impostare una password per root, rimuovere utenti anonimi e il database di test).

Creare il database con i seguenti comandi:

NOTA BENE: sostituire Password_Sicura!Lel con una password robusta e conservarla: servirà nel wizard di installazione.

 

DOWNLOAD ED ESTRAZIONE DI ESPOCRM

Scaricare il pacchetto ufficiale (versione 10.0.6 al momento della stesura di questa guida verifica su espocrm.com/download se è uscita una versione più recente) ed estrailo nella document root.

Eseguire i comandi:

Controllare il contenuto della cartella: se l’archivio ha creato una sottocartella invece di estrarre i file direttamente, spostane il contenuto un livello sopra con i seguenti comandi:

 

 

CONFIGURAZIONE DEI PERMESSI SUI FILES

EspoCRM richiede permessi specifici perché Apache possa scrivere cache, upload e log senza esporre l’intera installazione in scrittura.

 

CONFIGURAZIONE DEL VIRTUALHOST IN APACHE

Il document root di EspoCRM deve puntare alla sottocartella public/, non alla radice del pacchetto: è lì che si trova il punto d’ingresso dell’applicazione.

Contenuto del file /etc/apache2/sites-available/espocrm.conf:

NOTA BENE: Sostituire crm.tuodominio.org con il tuo dominio (o rimuovere la riga ServerName per usare temporaneamente il solo IP).

Poi attivare il sito con is eguenti comandi:

 

 

INSTALLAZIONE GUIDATA VIA BROWSER

Aprire da un qualsiasi browser http://crm.tuodominio.org (o l’IP del server).

EspoCRM avvia automaticamente il wizard di installazione perché non trova ancora una configurazione.

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Selezionare la lingua, il tema quindi cliccare Inizio

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Accettare il contratto quindi cliccare Avanti

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Inserire tutte le info relative al database quindi cliccare su Test Connessione. Se è tutto OK cliccare Avanti

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Verificare che sia tutto OK quindi cliccare Installa

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Creare le credenziali amministrative quindi cliccare Avanti

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Configurare tutte le Impostazioni di Sistema quindi cliccare Avanti

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Cliccare su Vai a EspoCMR per proseguire

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Inserire le credenziali create in precedenza quindi cliccare Accedi

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Se è andato tutto a buon fine dovremmo visualizzare la Dashboard di EspoCRM

 

CONFIGURAZIONE DEL CRON JOB

I processi pianificati di EspoCRM (invio email in coda, notifiche, workflow, report automatici) girano tramite un job cron che va aggiunto manualmente.

Aggiungere questa riga (esecuzione ogni minuto):

Il cron va eseguito come utente www-data (lo stesso proprietario dei file) per evitare problemi di permessi su cache e log.

 

HTTPS CON LET’S ENCRYPT

Con un dominio già puntato al server, attivare HTTPS richiede un solo comando grazie a Certbot.

Certbot modifica automaticamente il Virtual Host per servire in HTTPS e configura il rinnovo automatico del certificato. Verifica il rinnovo con:

 

CONFIGURAZIONE BASE POST-INSTALLAZIONE

Accedere come amministratore e completare queste impostazioni essenziali prima di invitare gli utenti (menu Amministrazione in alto a destra):

Impostazioni generali: nome dell’organizzazione, logo, fuso orario e formati di data/valuta, sotto Amministrazione → Impostazioni.

Email in uscita (SMTP): sotto Amministrazione → Email in uscita, necessaria per notifiche, reset password e invii da EspoCRM.

Utenti e ruoli: creare gli account per il team sotto Amministrazione → Utenti e definire i ruoli di accesso prima di condividere l’URL.

Backup: pianificare un backup regolare che copra sia i file (/var/www/espocrm, in particolare data/ e custom/) sia un dump del database (mysqldump espocrm).

 

PRO E CONTRO

Come ogni soluzione software, anche EspoCRM presenta punti di forza e limiti di cui tenere conto in fase di valutazione e adozione.

PRO

  • Nessun costo di licenza per utente e controllo dei dati: essendo open source e self-hosted, l’organizzazione non paga canoni per utente e mantiene i dati interamente sui propri server, un aspetto rilevante per realtà con budget limitati o vincoli sulla riservatezza dei dati.
  • Personalizzazione senza scrivere codice: tramite l’Entity Manager è possibile creare entità, campi, layout e relazioni su misura per i propri processi, senza dover modificare il codice sorgente dell’applicazione.
  • Interfaccia pulita e curva di apprendimento contenuta: per le funzioni di base (contatti, opportunità, attività) l’interfaccia è generalmente descritta come intuitiva e semplice da usare.
  • Automazione dei flussi di lavoro: regole, notifiche e processi (BPM) configurabili permettono di automatizzare attività ricorrenti senza sviluppo custom.
  • API REST aperta: facilita l’integrazione con siti web, strumenti di posta elettronica e altri sistemi gestionali dell’organizzazione.
  • Costo complessivo contenuto rispetto a CRM enterprise paragonabili, sia nella versione community gratuita sia nel piano cloud a pagamento.

CONTRO

  • Funzionalità di comunicazione native limitate: mancano automazioni integrate per canali come SMS o WhatsApp; per queste esigenze occorre affidarsi a strumenti terzi.
  • Integrazioni native ridotte: di serie sono previste solo poche integrazioni (es. Google/Outlook, Mailchimp, VoIP); per collegare altri servizi è spesso necessario ricorrere a strumenti come Zapier/Make oppure sviluppare integrazioni custom via API.
  • Le funzionalità avanzate richiedono competenze tecniche: automazioni complesse, integrazioni e personalizzazioni profonde presuppongono un amministratore con un minimo di preparazione tecnica.
  • Reportistica meno sofisticata: le capacità di analisi e reporting sono giudicate meno avanzate rispetto a CRM enterprise dedicati.
  • Prestazioni da monitorare con grandi volumi di dati: alcuni utenti segnalano rallentamenti in presenza di dataset molto grandi o workflow particolarmente complessi.
  • App mobile meno matura: le applicazioni mobile ufficiali sono ritenute meno complete e con qualche criticità rispetto alla versione web.
  • Responsabilità gestionale del self-hosting: essendo il software installato ed eseguito sui server dell’organizzazione, aggiornamenti, backup e sicurezza (patch, hardening del server, certificati) restano a carico di chi lo amministra, a differenza di una soluzione SaaS dove questi aspetti sono gestiti dal fornitore.

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Sono Raffaele Chiatto, un appassionato di informatica a 360 gradi.
Tutto è iniziato nel 1996, quando ho scoperto il mondo dell'informatica grazie a Windows 95, e da quel momento non ho più smesso di esplorare e imparare.
Ogni giorno mi dedico con curiosità e passione a scoprire le nuove frontiere di questo settore in continua evoluzione.

Categorie: EspoCRM | Ubuntu

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