Installazione e Configurazione Base di Vikunja su Ubuntu Server 26.04

da | Ago 31, 2026 | 0 commenti

 

Gestire attività, scadenze e progetti con strumenti cloud proprietari significa spesso rinunciare al controllo sui propri dati.

Vikunja è un task manager open source, self-hosted, che offre liste, board Kanban, diagrammi di Gantt e sincronizzazione CalDAV senza dipendere da servizi di terze parti.

Scritto in Go per il backend e Vue 3 per il frontend, viene distribuito come immagine Docker unificata, il che semplifica notevolmente il deploy rispetto ad altre soluzioni self-hosted più pesanti.

In questa guida vedremo come installare Docker da zero su Ubuntu Server 26.04 e come configurare Vikunja con Docker Compose, database PostgreSQL incluso, fino al primo accesso e alla configurazione base del servizio.

 

INSTALLAZIONE DI DOCKER

Rimuovere eventuali versioni precedenti/pacchetti in conflitto con il comando:

Aggiornare i repository e installare i pacchetti necessari con i comandi:

Aggiungere la chiave GPG ufficiale Docker con il comando:

Aggiungere il repository Docker con il comando:

NOTA BENE: se Ubuntu 26.04 non ha ancora un repository dedicato su download.docker.com al momento dell’installazione usare il codename della release LTS precedente supportata (es. noble) al posto di $VERSION_CODENAME. Verifica su https://download.docker.com/linux/ubuntu/dists/ quali codename sono disponibili.

Installare Docker Engine, CLI, containerd e il plugin Compose con i comandi:

Verificare l’installazione con il comando:

Dovremmo visualizzare il seguente output:

Usare Docker senza sudo (Opzionale ma consigliato) con i seguenti comandi:

Verificare le versioni installare con i comandi:

Dovremmo visualizzare il seguente output:

Quindi eseguire il comando:

Dovremmo visualizzare il seguente output:

 

INSTALLAZIONE DI VIKUNJA

Questa configurazione esporrà Vikunja direttamente sulla porta 3456 dell’host raggiungibile via http://<ip-del-server>:3456.

È la configurazione minima secondo la documentazione ufficiale, adatta per test o uso interno su rete LAN.

Creare le directory di progetto con il comando:

Impostare i permessi sulla cartella files con il comando:

Con Docker rootless i permessi funzionano diversamente: in quel caso imposta user: “0:0” sul servizio vikunja nel compose invece di fare il chown.

Generare un secret sicuro con il comando:

Dovremmo visualizzare un output simile al seguente:

Copiare il secret perchè lo useremo più avanti in VIKUNJA_SERVICE_SECRET.

Creare il file docker-compose.yml con il comando:

quindi incollare all’interno del file il seguente output:

Salvare e chiudere il file YML

ATTENZIONE:

VIKUNJA_DATABASE_PASSWORD e POSTGRES_PASSWORD devono essere identiche.

VIKUNJA_SERVICE_PUBLICURL deve puntare all’IP/hostname e porta effettivamente raggiungibili dal browser: è l’URL che il frontend usa per contattare le API.
Se cambi porta o IP dopo, aggiorna anche questo valore.

NOTA BENE: Senza reverse proxy non hai TLS: il traffico resta in HTTP semplice. Va bene per una LAN interna, ma non per esporlo su internet.

Avviare lo stack con il comando:

Dovremmo visualizzare il seguente output:

Controllare i log con il comando:

Aspetta il messaggio che confermi che le migration del database siano completate e che il server sia in ascolto.

 

ACCESSO DI VIKUNJA DA WEB GUI

Aprire il browser e richiamare il seguente link:

http://<ip-del-server>:3456

Cliccare su Crea Account per creare il primo account

Inserire tutte le info richieste quindi cliccare su Crea Account

Se è andato tutto a buon fine dovremmo visualizzare la Dashboard di Vikunja come mostrato nell’immagine sovrastante

Disabilitare la registrazione pubblica dopo aver creato gli utenti necessari aggiungendo al servizio vikunja:

Quindi riavviare docker con il comando:

 

COMANDI UTILI

Di seguito i comandi utili:

  • docker compose down # ferma lo stack
  • docker compose pull # scarica l’ultima immagine
  • docker compose up -d # riavvia con l’immagine aggiornata
  • docker compose logs -f # segue i log di tutti i servizi

PRO E CONTRO DI VIKUNJA

Ecco un elenco di pro e contro di Vikunja, pensato in chiave self-hosting.

PRO

  • Open source e completamente gratuito da self-hostare — nessun limite su progetti, task o funzionalità nella versione self-hosted, a differenza di molti concorrenti che bloccano funzioni dietro un piano a pagamento
  • Deploy semplificato — l’immagine Docker unificata (frontend + backend in un solo container) rende lo stack molto più leggero rispetto ad altre soluzioni PM self-hosted
  • Viste multiple — lista classica, Kanban, tabella e Gantt nello stesso progetto, così ognuno usa il layout che preferisce
  • Quick Add Magic — sintassi rapida per inserire scadenze, etichette e assegnatari direttamente durante la digitazione del task, senza passaggi aggiuntivi
  • Collaborazione solida — condivisione di progetti/sottoprogetti con singoli o intere squadre, assegnazione task chiaraStrong collaboration features for teams
  • Importer integrati — es. da Todoist, utile in fase di migrazione da tool proprietariVikunja.
  • CalDAV nativo — sincronizzazione con client calendario esterni, cosa che molti tool PM self-hosted non offrono
  • Reminders senza paywall — anche nella versione gratuita/self-hosted, a differenza di alternative come Todoist che le riservano al piano ProVikunja works.

CONTRO

  • Richiede competenze tecniche per il self-hosting — setup e manutenzione (Docker, database, permessi, reverse proxy) non sono alla portata di un utente non tecnico
  • Gestione utenti da riga di comando — nella versione self-hosted alcune operazioni di amministrazione utenti passano da CLI, non da interfaccia grafica (automatizzabile, ma è un gradino in più)
  • SMTP da configurare fin da subito — reminder e reset password non funzionano senza un mailer configurato, e aggiungerlo dopo richiede un restart dello stack meglio pianificarlo al primo deploy
  • Nessun account admin predefinito — il primo utente registrato è un utente normale, va gestito manualmente chi ha ruoli elevati
  • App native ancora in roadmap — al momento è una PWA, non un’app nativa mobile/desktop
  • Meno adatto a documentazione mista stile Notion — è un tool di task/project management puro, non un workspace con documenti ricchi integrati
  • Community storage limitato solo su Vikunja Cloud — se non fai self-hosting e usi il piano cloud gratuito/personale, gli allegati hanno limiti di spazio

Articoli Recenti

Veeam Backup

Monitoring

Friends

  • My English Lab  English School
  • ChrSystem   Servizi ICT
  • Since 01  Kreative Graphics

Database

Networking

Autori

  • Raffaele Chiatto  Amministratore
  • Marco Valle  Autore
  • Angelo Lauria  Autore
  • Edoardo Prot  Autore
  • Davide D’Urso  Autore
Raffaele Chiatto

Raffaele Chiatto

Sono Raffaele Chiatto, un appassionato di informatica a 360 gradi. Tutto è iniziato nel 1996, quando ho scoperto il mondo dell'informatica grazie a Windows 95, e da quel momento non ho più smesso di esplorare e imparare. Ogni giorno mi dedico con curiosità e passione a scoprire le nuove frontiere di questo settore in continua evoluzione.
Categorie: Ubuntu | Vikunja

Related Post

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Virtualizzazione

Linux

Microsoft

Apple

Backup

Database

Security

Automazione