Installazione e Configurazione Base di Vaultwarden su Ubuntu Server 26.04

da | Lug 27, 2026 | 0 commenti

 

Negli ultimi anni la gestione delle password è diventata un tema centrale per chiunque si occupi di sicurezza informatica, sia in ambito personale che professionale.

Tra i tanti password manager disponibili, Bitwarden si è affermato come una delle soluzioni open source più apprezzate, grazie alla sua compatibilità multipiattaforma e alle funzionalità avanzate di condivisione e organizzazione dei dati.

Per chi, come me, preferisce mantenere il pieno controllo dei propri dati attraverso soluzioni self-hosted, Vaultwarden rappresenta l’alternativa ideale: si tratta di un’implementazione non ufficiale del server Bitwarden, scritta in Rust, estremamente leggera e perfettamente compatibile con tutti i client ufficiali (estensioni browser, app mobile, desktop).

Questo la rende una scelta particolarmente indicata per ambienti homelab, dove risorse hardware contenute e semplicità di gestione sono priorità assolute.

In questa guida vedremo passo per passo come installare e configurare Vaultwarden su Ubuntu Server 26.04, utilizzando Docker e Docker Compose per un deployment pulito e facilmente riproducibile.

Affronteremo l’installazione del container, la configurazione delle variabili d’ambiente essenziali, l’impostazione di un reverse proxy per l’accesso sicuro via HTTPS, e la gestione dei certificati in un contesto di laboratorio locale. Al termine della guida avrete un’istanza di Vaultwarden pienamente funzionante, pronta per essere utilizzata come gestore password centralizzato per la vostra infrastruttura.

 

AGGIORNAMENTO DEL SISTEMA E PREREQUISITI

Eseguire i comandi:

 

 

INSTALLAZIONE DI DOCKER

Ubuntu 26.04 supporta nativamente il repository ufficiale Docker. Docker CE 29.4.0 supporta Ubuntu 26.04 nativamente dal giorno del rilascio, senza bisogno di workaround o pinning a codename precedenti.

Installare la chiave GPG ufficiale Docker con i comandi:

Confiugurare il repository (formato DEB822) con i comandi:

Quindi eseguire i comandi:

NOTA BENE: se ricevi un 404 sull’apt update (repository Docker non ancora popolato per resolute), puoi sostituire temporaneamente il codename con noble (Ubuntu 24.04), dato che i pacchetti sono compatibili a livello binario. In tal caso modifica il file docker.sources cambiando Suites: resolute in Suites: noble. Margrop Blog

Verificare l’installazione con i seguenti comandi:

Aggiungere il tuo utente al gruppo docker se vuoi eseguire comandi senza sudo con il comando:

 

 

STRUTTURA DIRECTORY PER VAULTWARDEN

Creare le cartelle con il comando:

 

 

CREAZIONE DEL FILE DOCKER-COMPOSE

Creare il file docker-compose.yml con il comando:

Quindi incollare il seguente contenuto:

Salvare e chiudere il file di configurazione

Generare un ADMIN_TOKEN sicuro (per accedere al pannello admin di Vaultwarden) con il comando:

Incollare il risultato al posto di GENERA_UN_TOKEN_FORTE_QUI.

AVVIO DEL CONTAINER

Eseguire i comandi di seguito per avviare il container:

Verificare il container con il comando:

Se è tutto OK dovremmo visualizzare il seguente output:

 

CONFIGURAZIONE REVERSE PROXY (NGINX PROXY MANAGER)

In questo tutorial utlizzerò come Reverse Proxy NPM

Creare un nuovo Proxy Host con queste info:

Domain: vault.lab.prv
Scheme: http
Forward Hostname/IP: IP del server dove gira Vaultwarden
Forward Port: 8080
Abilitare Websockets Support (fondamentale per la sync in tempo reale)
Tab SSL: richiedi certificato Let’s Encrypt, forza HTTPS.

ATTENZIONE: Vaultwarden richiede HTTPS per funzionare correttamente con le app client (browser extension, mobile), quindi il certificato non è opzionale.

 

PRIMO ACCESSO TRAMITE WEB GUI E CREAZIONE UTENTE

Aprire un qualsiasi browser e richiamare https://vault.lab.prv

Cliccare su Crea Account

Inserire l’indirizzo email e il nome quindi cliccare Continua

Inserire la Password quindi cliccare Create Account

Installare l’estensione o cliccare Più tardi per installarla in seguito

Cliccare Vai a Bitwarden WEB

Se è andato tutto a buon fine dovremmo visualizzare la Dashboard di Vaultwarden come mostrato nell’immagine sovrastante

Dopo aver creato l’utente admin disattivare la possibilità di registrare utenti modificando all’interno del file docker-compose.yml il seguente valore:

Salvare e chiudere il file YAML

Quindi eseguire il comando:

 

ACCESSO AL PANNELLO DI AMMINISTRAZIONE

Raggiungibile su https://vault.lab.prv/admin richiede il token generato in precedenza.

Inserire il Token quindi cliccare Enter

Se è tutto OK dovremmo accedere all’interfaccia Admin di Vaultwarden

Dal tab Users è possibile aggiungere gli utenti

Dal Tab Diagnostic è possibile vedere tutte le informazioni relative al server Vault

 

BACKUP

Il volume /opt/vaultwarden/data contiene tutto (database SQLite, attachments, config).

Backup consigliato con il comando:

Puoi integrarlo facilmente nel tuo stack Veeam/backup esistentem o schedularlo con un cron job verso il NAS.

 

AGGIORNAMENTI DI VAULTWARDEN

Per eseguire gli aggiornamenti di VaultWarden eseguire i comandi:

 

 

FUNZIONALITA’ PRINCIPALI

Gestione password e vault

  • Password, note sicure, identità, carte di credito
  • Cartelle e organizzazione vault
  • Generatore di password/passphrase integrato
  • Ricerca full-text nel vault
  • Allegati ai singoli item (es. PDF, chiavi SSH)

Sincronizzazione multi-dispositivo

  • Estensioni browser (Chrome, Firefox, Edge, Safari, Brave)
  • App mobile (iOS/Android)
  • App desktop (Windows/Mac/Linux)
  • CLI ufficiale Bitwarden
  • Sync in tempo reale via WebSocket (quello che abbiamo abilitato con WEBSOCKET_ENABLED)

Organizzazioni e condivisione (gratis su Vaultwarden, a pagamento su Bitwarden ufficiale)

  • Creazione organizzazioni multiple
  • Condivisione password tra utenti/gruppi
  • Collections con permessi granulari
  • Questo è uno dei motivi principali per cui la gente sceglie Vaultwarden: su Bitwarden cloud le organizzazioni richiedono piano a pagamento, qui sono gratuite

Autenticazione a due fattori (2FA)

  • TOTP (Google Authenticator, Authy, ecc.)
  • WebAuthn/FIDO2 (chiavi hardware tipo YubiKey)
  • Duo (con configurazione aggiuntiva)
  • Email 2FA
  • Yubikey OTP

Bitwarden Send

  • Condivisione sicura e temporanea di testo/file con link, scadenza automatica, password opzionale

Pannello admin (/admin)

  • Gestione utenti (creazione, disabilitazione, eliminazione)
  • Statistiche generali istanza
  • Configurazione SMTP per invii email (inviti, reset password)
  • Diagnostica (test connessione, versione, ecc.)
  • Backup/export diagnostica

Import/Export

  • Import da centinaia di altri password manager (LastPass, 1Password, KeePass, Chrome, ecc.)
  • Export in formati cifrati o JSON/CSV

Emergency Access

  • Designazione di un contatto di emergenza che può richiedere accesso al vault dopo un periodo di attesa configurabile

PRO E CONTRO

PRO

  • Leggerissimo: Un singolo binario Rust, consumo RAM/CPU minimo — perfetto per homelab, gira bene anche su Raspberry Pi
  • Compatibilità client al 100%: Usa le stesse app/estensioni ufficiali Bitwarden, nessuna app custom da installareù
  • Funzionalità premium gratis: Organizzazioni, 2FA avanzato, Send: tutto ciò che su Bitwarden cloud richiede abbonamento qui è gratuito
  • Self-hosted: controllo totale datiNessun dato transita su server terzi, importante per compliance/privacy
  • Community attiva: Sviluppo costante, rilasci frequenti, ben documentato
  • Facile da backuppare: Tutto in un volume/cartella (SQLite di default), backup semplice da integrare in Veeam o script cron
  • Basso attack surface: Codice compatto rispetto al server ufficiale Bitwarden (che è containerizzato in decine di microservizi via bitwarden/self-host)

CONTRO

  • Non ufficiale/non supportato da Bitwarden Inc.: Se qualcosa si rompe, supporto solo community (GitHub issues, Discord), nessun SLA
  • Rischio di rottura compatibilità: Bitwarden Inc. può cambiare API client senza preavviso; Vaultwarden deve rincorrere gli aggiornamenti a volte con ritardo di giorni/settimane
  • SQLite come DB di default: Va benissimo per uso personale/piccolo team, ma non scala bene per centinaia di utenti simultanei (puoi comunque passare a MySQL/PostgreSQL se serve)
  • Nessuna interfaccia “enterprise”: Manca SSO/SAML nativo enterprise-grade (esiste supporto limitato, non paragonabile a Bitwarden Enterprise)
  • Responsabilità di gestione tutta tua: Backup, certificati, aggiornamenti, sicurezza del server: nessuno lo fa per te (a differenza di Bitwarden cloud)
  • Alcune funzionalità arrivano in ritardo: Feature nuove lato client Bitwarden a volte non sono supportate lato server finché la community non le implementa
  • Termini di servizio “grigi”: Bitwarden Inc. non garantisce che i client ufficiali continueranno a funzionare con implementazioni terze in futuro (per ora nessun blocco, ma è un rischio teorico da tenere presente)
  • Single point of failure: Se il tuo server va giù, perdi accesso al vault (mitigabile con backup + export periodici offline)

 

CONSIDERAZIONI FINALI

  • Per uso personale/homelab: scelta quasi obbligata, SQLite basta e avanza
  • Se in futuro pensi di offrirlo a clienti come servizio gestito: valuta il passaggio a PostgreSQL come backend (più robusto per multi-tenant) e assicurati SLA chiari con i clienti sul fatto che non è supporto ufficiale Bitwarden
  • Backup: essendo SQLite, è un singolo file perfetto per backup incrementali veloci, ma verifica sempre la consistenza (evita backup “a caldo” senza dump, meglio uno stop breve o sqlite3 .backup)

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Sono Raffaele Chiatto, un appassionato di informatica a 360 gradi. Tutto è iniziato nel 1996, quando ho scoperto il mondo dell'informatica grazie a Windows 95, e da quel momento non ho più smesso di esplorare e imparare. Ogni giorno mi dedico con curiosità e passione a scoprire le nuove frontiere di questo settore in continua evoluzione.

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