Installazione e Configurazione Base di Umami su Ubuntu Server 26.04 con Docker Compose

di Raffaele Chiatto | Ott 26, 2026 | 0 commenti

Installazione e Configurazione Base di Umami su Ubuntu Server 26.04 con Docker Compose - Raffaele Chiatto

 

Chi gestisce un sito web prima o poi deve chiedersi quanti utenti lo visitano, da dove arrivano e quali contenuti funzionano meglio.

Per anni la risposta quasi automatica è stata Google Analytics. Oggi però la scelta non è più così scontata, tra l’attenzione crescente alla privacy, il GDPR, i banner dei cookie sempre più invasivi e il desiderio di tenere i propri dati sotto controllo.

Umami è una piattaforma di web analytics open source, leggera e pensata per rispettare la privacy dei visitatori.

Non usa cookie, non raccoglie dati personali e non traccia gli utenti tra siti diversi.

Offre comunque tutte le metriche che servono davvero: visualizzazioni di pagina, visitatori unici, sorgenti di traffico, dispositivi, browser, paesi di provenienza ed eventi personalizzati.

Il tutto in una dashboard pulita e immediata, lontana dalla complessità di strumenti più blasonati.

Il punto di forza principale è che Umami si può installare in self-hosting sulla propria infrastruttura.

Così i dati delle statistiche restano sul nostro server e non passano da servizi di terze parti.

In questa guida vedremo passo passo come installare e configurare Umami su Ubuntu Server 26.04 usando Docker Compose.

Con questo approccio il deploy è rapido, gli aggiornamenti sono semplici e l’ambiente resta ordinato e portabile. Partiremo dalla preparazione del server e arriveremo al primo accesso alla dashboard. Lungo la strada configureremo il database PostgreSQL e collegheremo il primo sito da monitorare.

 

PREREQUISITI

Un server con Ubuntu Server 26.04 LTS già installato, con accesso SSH e un utente con permessi sudo.

Risorse minime: Umami è leggero 1 vCPU e 1 GB di RAM sono sufficienti per un sito con traffico moderato; per più siti o volumi alti, meglio 2 GB+.

L’indirizzo IP del server, che userai per raggiungere Umami dal browser (es. 192.0.2.10).

Connessione internet in uscita sul server, per scaricare pacchetti e immagini Docker.

 

PREPARAZIONE DEL SERVER

Collegati via SSH e porta il sistema all’ultima versione dei pacchetti.

Verifica che il fuso orario del sistema sia impostato su UTC: Umami e PostgreSQL si comportano meglio così, ed è più semplice confrontare i dati con altri strumenti.

Dovremmo visualizzare un output simile al seguente:

 

INSTALLAZIONE DI DOCKER ENGINE

Aggiungi il repository ufficiale Docker e installa Engine, CLI e il plugin compose. Ubuntu 26.04 (“Resolute”) è tra le versioni supportate ufficialmente da Docker.

Quindi aggiornare con il comando:

Quindi procedere con l’installazione:

Verifica che l’installazione funzioni con i comandi:

OPZIONALE: usare Docker senza sudo

Per lanciare i comandi Docker senza anteporre sudo, aggiungi il tuo utente al gruppo docker e apri una nuova sessione SSH.

Dovremmo visualizzare un output simile al seguente:

 

 

CREAZIONE DELLA CARTELLA DI PROGETTO

Tieni Umami in una cartella dedicata: rende più semplici backup e aggiornamenti.

Genera due segreti che useremo nel prossimo passaggio: la password del database e la chiave APP_SECRET di Umami (usata per firmare le sessioni — deve restare privata).

Crea un file .env con i valori generati (sostituisci i segnaposto):

Inserire all’interno del file il seguente output:

ATTENZIONE: Non usare le password d’esempio delle guide online (umami/umami): sono note pubblicamente e il servizio finirebbe esposto sull’IP del server.

 

SCRIVERE IL DOCKER-COMPOSE.YML

Nella stessa cartella, crea docker-compose.yml con i due servizi: il database PostgreSQL e l’applicazione Umami, entrambi con healthcheck così Umami parte solo quando il database è davvero pronto.

Inserire all’interno del file YML il seguente output:

NOTA BENE: Docker Compose legge automaticamente il file .env nella stessa cartella e sostituisce le variabili ${…}: non serve altro collegamento tra i due file.

 

VARIABILI UTILIZZATE

Di seguito l’utilizzo delle variabili:

POSTGRES_DB/USER/PASSWORD – .env – Credenziali del database, condivise tra i due servizi

DATABASE_URL – compose – Stringa di connessione che Umami usa verso il container db

APP_SECRET – .env – Chiave usata da Umami per firmare le sessioni utente

 

AVVIO DI UMAMI

Dalla cartella /opt/umami, scarica le immagini e avvia i container in background.

Dovremmo visualizzare il seguente output:

Al primo avvio Umami esegue automaticamente le migrazioni del database: può richiedere qualche istante. Controlla lo stato e i log:

Quando entrambi i servizi mostrano stato healthy, Umami è pronto sulla porta 3000 del server.

 

APERTURA DELLE PORTE NEL FIREWALL

Se ufw non è ancora attivo, configuralo lasciando sempre passare SSH prima di abilitarlo, per non restare tagliati fuori dal server.

Senza un reverse proxy, il traffico verso la porta 3000 non è cifrato (HTTP semplice) e la porta è raggiungibile da chiunque conosca l’IP. Se il server ha un IP fisso e conosci in anticipo da dove ti collegherai, restringi l’accesso con sudo ufw allow from <TUO-IP> to any port 3000 al posto della regola generica.

 

ACCESSO TRAMITE WEB GUI

Apri nel browser http://<IP-DEL-SERVER>:3000 e accedi con le credenziali predefinite

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Inserire le seguenti credenziali:

utente: admin
password: umami

ATTENZIONE: Cambia la password subito dopo il primo accesso, da Impostazioni → Profilo. Le credenziali predefinite sono pubbliche e note a chiunque abbia letto la documentazione di Umami.

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Se è andato tutto a buon fine dovremmo visualizzare la Dashboard di Umami

 

CONFIGURAZIONE DI BASE

Aggiungere il primo sito

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Vai su Impostazioni → Websites → Add website

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Inserire la descrizione del sito e il dominio quindi cliccare Save

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Dovremmo visualizzare il sito come mostrato nell’immagine sobvrastante

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Umami genera uno snippet <script> univoco per quel sito.

Incolla lo snippet prima della chiusura del tag </head> di ogni pagina del sito da monitorare.

Regolare fuso orario e formato dati

In Impostazioni → Profilo puoi impostare il tuo fuso orario di visualizzazione (il database resta in UTC) e la lingua dell’interfaccia.

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Dalla Dashboard di Umami sarà possibile visualizzare tutte le info relative al sito

 

CREAZIONE DI UTENTI AGGIUNTIVI

Se altre persone del team devono consultare le statistiche, creale da Impostazioni → Utenti invece di condividere l’account admin.

 

MANUTENZIONE

Aggiornare Umami con i seguenti comandi:

Backup del database con i seguenti comandi:

Comandi utili

 

 

CONSIDERAZIONI FINALI

Con pochi comandi e un file docker-compose.yml abbiamo messo in piedi una piattaforma di web analytics completa e indipendente, che gira interamente sulla nostra infrastruttura. È proprio questo il valore principale di Umami: raccoglie le statistiche che contano senza sacrificare la privacy dei visitatori e senza consegnare i dati a servizi esterni.

Dopo averlo provato sul campo, ecco i punti di forza che mi hanno convinto:

Privacy by design: niente cookie e niente dati personali. Nella maggior parte dei casi questo semplifica parecchio la conformità al GDPR e può evitare il classico banner dei cookie per le sole statistiche.

Leggerezza: lo script di tracking pesa pochi kilobyte e non rallenta il sito, un dettaglio da non sottovalutare anche in ottica SEO e Core Web Vitals.

Semplicità: la dashboard è chiara e immediata e le informazioni utili si trovano in pochi secondi, senza perdersi tra menu e report.

Multi-sito e multi-utente: da un’unica istanza si possono monitorare più siti e dare accesso a colleghi o clienti, anche con dashboard condivise in sola lettura.

Open source e self-hosted: il controllo completo resta nostro, senza costi di licenza né vincoli con un fornitore.

Ci sono però anche alcuni limiti da tenere a mente:

Chi arriva da Google Analytics non troverà funzionalità avanzate come funnel complessi, attribuzione multicanale o integrazione nativa con le piattaforme pubblicitarie.

Il self-hosting richiede un minimo di manutenzione: aggiornamenti dei container, backup del database PostgreSQL e monitoraggio del server sono a nostro carico.

Come tutti gli strumenti di analytics, Umami può essere bloccato dagli ad-blocker più aggressivi. Si può attenuare il problema rinominando lo script di tracking o servendolo tramite reverse proxy sul proprio dominio.

In conclusione, Umami è un’ottima scelta per blog, siti aziendali, portali di documentazione e progetti personali.

È adatta a chiunque voglia statistiche affidabili e rispettose della privacy senza la complessità di Google Analytics.

Per chi già gestisce un’infrastruttura Docker, il costo di adozione è praticamente nullo e i vantaggi si vedono da subito.

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Sono Raffaele Chiatto, un appassionato di informatica a 360 gradi.
Tutto è iniziato nel 1996, quando ho scoperto il mondo dell'informatica grazie a Windows 95, e da quel momento non ho più smesso di esplorare e imparare.
Ogni giorno mi dedico con curiosità e passione a scoprire le nuove frontiere di questo settore in continua evoluzione.

Categorie: Ubuntu | Umami

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