
Con il rilascio di Ubuntu 26.04 LTS “Resolute Raccoon”, è arrivato il momento di pianificare l’aggiornamento dei sistemi che finora abbiamo mantenuto su Ubuntu 24.04 LTS.
Come ogni passaggio tra due versioni Long Term Support, si tratta di un’operazione che porta con sé nuovi pacchetti, kernel aggiornato e miglioramenti sotto il cofano, ma che va affrontata con il giusto metodo per evitare sorprese, specialmente su server di produzione o macchine che ospitano servizi critici.
In questa guida vedremo passo dopo passo come eseguire l’upgrade in sicurezza: dai controlli preliminari da fare prima di iniziare (backup, spazio su disco, repository di terze parti), fino al comando do-release-upgrade e alla verifica finale del sistema una volta completata la migrazione.
Vedremo anche come comportarsi in caso di problemi durante l’aggiornamento e quali accortezze adottare se il sistema fa parte di un ambiente di homelab o di produzione.
Se gestisci uno o più server Ubuntu e vuoi affrontare questo passaggio senza rischi, continua a leggere.
PREREQUISITI
Backup obbligatorio: snapshot della VM (o backup completo di /etc, dei file di configurazione, dei volumi Docker e dei database) prima di procedere.
Percorso supportato: si può passare direttamente da 24.04 a 26.04. Se una macchina è ancora su 22.04, deve prima passare a 24.04.
Nota sui tempi: Canonical apre l’upgrade diretto 24.04 → 26.04 solo dopo la prima point release (26.04.1). Se il comando do-release-upgrade restituisce “There is no development version of an LTS available”, significa che la point release non è ancora disponibile per il tuo sistema.
AGGIORNAMENTO DEL SISTEMA ATTUALE
Eseguire i comandi:
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0 1 2 |
sudo apt update sudo apt full-upgrade -y sudo apt --purge autoremove -y |
Se viene installato un nuovo kernel, riavviare prima di proseguire con il comando:
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0 |
sudo reboot |
INSTALLAZIONE DELLO STRUMENTO DI UPGRADE
Eseguire il comando:
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0 |
sudo apt install update-manager-core -y |
CONTROLLO DELL’IMPOSTAZIONE DEL PROMPT DI UPGRADE
Controllare l’impostazione del prompt di upgrade con il comando:
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0 |
cat /etc/update-manager/release-upgrades |
Assicurarsi che la riga Prompt= sia impostata su lts (non never).
PREPARAZIONE DI UNA SESSIONE RESILIENTE (CONSIGLIATO SU SERVER REMOTI)
Preparare una sessione resiliente con i comandi:
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0 1 |
sudo apt install screen -y screen -S upgrade |
In questo modo, se la connessione SSH cade durante l’upgrade, puoi ricollegarti con il comando:
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0 |
screen -r upgrade |
Il tool do-release-upgrade apre anche un demone SSH di riserva sulla porta 1022. Se hai il firewall attivo aprila temporaneamente con il comando:
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0 1 |
sudo ufw allow 1022/tcp sudo ufw reload |
AVVIARE L’UPGRADE
Avviare l’upgrade con il comando:
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0 |
sudo do-release-upgrade |
ERRORE “NO DEVELOPMENT VERSION OF AN LTS AVAILABLE”
Se si riceve l’errore “no development version of an LTS available” significa che la point release 26.04.1 non è ancora stata rilasciata/propagata al tuo sistema.
E’ possibile forzare l’upgrade con il flag -d:
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0 |
sudo do-release-upgrade -d |
Il flag -d non installa una versione beta: 26.04 è già rilasciata stabilmente da aprile 2026.
Bypassa solo il rollout graduale di Canonical. Su sistemi di produzione, se non c’è fretta, è comunque più prudente attendere che la point release sia disponibile e usare il comando semplice.
SEGUIRE LE RICHIESTE INTERATTIVE
Durante l’upgrade ti verranno poste alcune domande:
- File di configurazione modificati (es. sshd_config): scegli “Install the package maintainer’s version” per ottenere i nuovi default, poi riapplica manualmente le tue personalizzazioni dopo l’upgrade.
- Repository di terze parti (PPA): verranno disabilitati temporaneamente; potrai riabilitarli/verificarli dopo.
- Rimozione pacchetti obsoleti: conferma con y.
- Riavvio finale: conferma con y quando richiesto.
ATTENZIONE: Non interrompere il processo una volta iniziata l’installazione dei pacchetti.
VERIFICA POST UPGRADE
Dopo il riavvio ricontrollare che tutto sia andato a buon fine con i comandi:
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0 1 2 |
lsb_release -a cat /etc/os-release uname -r |
Dovresti vedere VERSION_ID=”26.04″ e VERSION_CODENAME=”resolute”.
Controllare eventuali servizi falliti con il comando:
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0 |
systemctl --failed |
Controlla pacchetti rotti o in sospeso con i seguenti comandi:
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0 1 2 3 4 |
sudo dpkg --audit sudo apt --fix-broken install apt list --upgradable sudo apt update sudo apt upgrade -y |
CONTROLLI POST UPGRADE
Di seguito le cose da controllare con attenzione dopo l’upgrade:
- cgroup v2 obbligatorio: il supporto a cgroup v1 è stato rimosso. Se usi Docker, LXC o altri runtime di container (es. i tuoi stack Docker Compose per LibreNMS, Gitea, Vaultwarden, CrowdSec, ecc.), verificare che tutto riparta correttamente.
- Repository di terze parti: se qualche sorgente APT fa ancora riferimento a noble invece di resolute, aggiornala manualmente.
- PPA obsoleti: verifica compatibilità dei PPA con 26.04 prima di riabilitarli.
RIEPILOGO DEI COMANDI IN SEQUENZA
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# 1. Aggiornamento sistema attuale sudo apt update sudo apt full-upgrade -y sudo apt --purge autoremove -y sudo reboot # solo se è stato installato un nuovo kernel # 2. Strumento di upgrade sudo apt install update-manager-core -y # 3. Verifica configurazione prompt cat /etc/update-manager/release-upgrades # 4. Sessione resiliente (opzionale ma consigliata) sudo apt install screen -y screen -S upgrade sudo ufw allow 1022/tcp sudo ufw reload # 5. Avvio upgrade sudo do-release-upgrade # Se non disponibile: sudo do-release-upgrade -d # 6. Verifica finale (dopo il riavvio automatico) lsb_release -a cat /etc/os-release uname -r systemctl --failed sudo dpkg --audit sudo apt --fix-broken install sudo apt update sudo apt upgrade -y |
CONSIDERAZIONI FINALI
Ecco un riepilogo delle principali differenze tra Ubuntu 24.04 LTS (Noble Numbat) e Ubuntu 26.04 LTS (Resolute Raccoon):
Kernel e core di sistema
- Kernel: dalla serie 6.x si passa al kernel Linux 7.0, con supporto Rust ora stabile (non più sperimentale) e miglior supporto per hardware recente.
- cgroup v2 obbligatorio: cgroup v1 non è più supportato e i sistemi che lo usano ancora vengono bloccati durante l’upgrade; le immagini container basate su Ubuntu più vecchie di 18.04 LTS non funzionano su un host 26.04.
- Questo è probabilmente il breaking change più rilevante per chi gestisce ambienti Docker/K3S.
- systemd 259: con rimozione completa del supporto a cgroup v1.
- Rust-based utilities: Canonical ha introdotto utility di sistema riscritte in Rust per una maggiore sicurezza della memoria, incluso un sudo basato su Rust.
Desktop (meno rilevante per i tuoi server, ma utile saperlo)
- GNOME 50 (da GNOME 46): con notifiche raggruppate, supporto HDR sui display compatibili, minore uso di CPU/memoria e miglior supporto per desktop remoto.
- Wayland-only: la sessione GNOME ora gira esclusivamente su Wayland; X11 non è più disponibile come opzione di sessione in GDM, anche se XWayland resta per la retrocompatibilità.
- Nuove app di default: Papers, Loupe, Ptyxis, Resources, Showtime al posto dei rispettivi predecessori.
- RAM minima: il requisito desktop sale da 4 GB (24.04) a 6 GB (26.04).
Sicurezza
- Security Center integrato nel desktop e crittografia full-disk basata su TPM, con sblocco automatico al boot dopo verifica dell’integrità.
- Supporto alla crittografia post-quantum in OpenSSL.
- Livepatch ora disponibile anche per server ARM64.
- Stack server/sviluppo (la parte che ti interessa di più)
- Stack server aggiornato con PostgreSQL 18, Docker 29 e PHP 8.5
- Dracut sostituisce initramfs-tools, APT aggiornato alla versione 3.1 con un dependency resolver migliorato.
- Supporto nativo a NVIDIA CUDA e AMD ROCm inclusi direttamente nei repository, utile se pensi ad AI/ML nel tuo homelab.
Tempistiche di upgrade importanti
- L’upgrade diretto da Ubuntu 24.04 LTS sarà disponibile solo dopo Ubuntu 26.04.1, previsto per il 6 agosto 2026.
- Supporto: 5 anni standard (fino ad aprile 2031), estendibile fino a 10-15 anni con Ubuntu Pro.

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